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Guida · Organizzazione

Visite domiciliari del MMG: agenda, cartella e organizzazione

Come organizzare le visite a domicilio in medicina generale: slot, documentazione da smartphone e rientro in cartella senza doppio lavoro.

14 ottobre 2026 · 7 min di lettura

La visita domiciliare è tempo clinico fuori sede: traffico, scale, un paziente che non è quello previsto nell'ordine della lista. Se agenda e cartella restano sul computer dello studio, il medico parte con un foglio e la sera riscrive. È lavoro doppio, ed è lì che si perdono i dettagli.

Uno slot in agenda, non una lista a parte

Il domicilio va prenotato nella stessa agenda dello studio, con una durata che include lo spostamento. La segreteria vede che quella fascia non è libera per una visita in ambulatorio. Il medico vede indirizzo, telefono di un familiare e il motivo della richiesta prima di uscire.

  • Distinguere programmato e urgente, senza due calendari
  • Indirizzo e piano visibili senza aprire tre schermate
  • Possibilità di spostare la visita se il paziente non è in casa

Cartella sul posto

Prima di suonare serve lo stesso contesto della visita in studio: terapie, allergie, ultimo contatto, esenzioni. Durante o subito dopo, la nota clinica va scritta lì. Un gestionale apribile da telefono o tablet evita il block notes. La ricetta, se serve, segue lo stesso paziente: non un secondo software da riaprire in studio la sera.

I referti che il caregiver mostra a casa — un PDF, una foto — andrebbero archiviati in cartella, non lasciati nella galleria del telefono. Il criterio è lo stesso dei referti di laboratorio: un solo posto dove ritrovarli.

Come non intasare la giornata

  1. Raggruppare i domiciliari per zona, quando clinicamente si può.
  2. Tenere un tetto di visite fuori sede, visibile in agenda.
  3. Far passare le richieste dalla segreteria con una regola scritta sulle urgenze.
  4. Chiudere la nota prima di passare al paziente successivo.

Se le richieste arrivano solo per telefono e si perdono, il collo di bottiglia è il centralino, non il chilometraggio. Un flusso di prenotazione unico — voce o richiesta dal paziente — tiene il domicilio nella stessa coda del resto dello studio.

Domande frequenti

La visita domiciliare va in agenda come una visita in studio?
Sì, ma con un tempo diverso: spostamento, durata incerta, a volte un caregiver da contattare. Tenerla in un'agenda separata, su carta, è il modo più rapido per sovrapporla agli appuntamenti in ambulatorio.
Si può aggiornare la cartella da casa del paziente?
Se il gestionale è usabile da smartphone o tablet, la nota si scrive sul posto e resta già in cartella. Ricopiare la sera dal block notes è dove si perdono allergie, terapie cambiate e impegni di follow-up.
Chi prenota il domicilio: segreteria o solo il medico?
Di solito la segreteria raccoglie la richiesta e il medico conferma l'appropriatezza. Servono due cose: uno slot visibile a entrambi e una regola chiara su urgenze e programma del giorno.